Giovinazzo Rock Festival: grande successo per la decima edizione
Si sono svolte, dal 25 al 27 di luglio, le tre giornate dell'annuale appuntamento con il Giovinazzo Rock Festival (GRF) giunto ormai alla decima edizione.Quest'anno tra le varie band si sono esibiti i Linea 77, Marlene Kuntz e Bandabardò.
Al solito, nulla da eccepire sulle capacità organizzative dei ragazzi del circolo Arci Tressett di Giovinazzo da diversi anni, anche se non dal principio, impegnati nella preparazione dell'evento. Nulla da eccepire sull'impegno, la "professionalità" (tra virgolette perché non parliamo di professionisti del settore ma di volontari) e la passione profusa. Tali lodevoli aspetti per quanto mi riguarda non sono mai stati in discussione, anche quando, negli anni passati, le scelte della "direzione artistica" sono andate verso una direzione "alternativa" che secondo me non coglievano appieno lo spirito di un festival del rock. Cosa che ho espresso sempre con la massima umiltà di "profana" e non esperta di musica, chiamata in qualità di parte del pubblico ad esprimere un giudizio sulla godibilità di uno spettacolo.
Ho trovato quest'ultima edizione molto rock, molto animata, molto grintosa, molto coinvolgente, insomma... molto riuscita, nonostante i problemi e vincoli di orario rigidissimi imposti - a quanto ho sentito - dai residenti nei pressi dell'area mercatale dove si è svolto l'evento. Tutte le band hanno offerto uno spettacolo molto godibile e musica "orecchiabile" (se questo termine è consentito nell'ambito rock) ma a voler fare delle distinzioni ho gradito maggiormente le performance delle band "minori" rispetto a quelle dei nomi più altisonanti, cosa che mi porta a credere che sia possibile, scegliendo i gruppi più per la bella musica che portano che per il loro nome, perseguire la strada di una manifestazione musicale di alto livello anche con budget più ridotti.
Glissando sui Pig Mike and The Dirty Deeds per i quali non potrei esprimere un giudizio obiettivo, ho trovato molto divertenti i Camillorè; il gruppo che più mi è piaciuto è stato però Calibro 35 di cui apprezzo la pensata di rivisitare le colonne sonore dei "poliziotteschi".
Molto bravi anche Lola and The Lovers e mi dispiace che, a causa dell'anticipo dell'esibizione legato a motivi non dipendenti dalla organizzazione, non abbiano potuto godere del calore di un pubblico più numeroso come avrebbero meritato. Sarebbe bastata una mezzora più tardi per ricevere la gratificazione di cantare e suonare davanti a una folla immensa di ragazzi: se gli occhi non mi hanno ingannata, credo che il festival non abbia mai registrato l'affluenza vista nella serata del 27, al punto da riempire l'intera area mercatale fino al cancello di ingresso.
Circolano voci sulla cancellazione del Giovinazzo Rock Festival dai futuri cartelloni dell'Estate Giovinazzese. Io mi auguro proprio di no, non me lo auguro oggi dopo aver assistito a 3 giorni di vero spettacolo ma non me lo sarei augurato neppure quando il festival non mi è piaciuto.
1) Perché nel bene e nel male il Rock Festival fa parlare di sè e della città che lo ospita;
2) Perché è una manifestazione che è cresciuta e la crescita e il miglioramento vanno premiati, non scoraggiati;
3) Perché, questa è una mia personalissima previsione, dato l'andazzo, verrebbe sacrificata non in nome di una programmazione di eventi organica e di alto livello, ma per dirottare e frammentare i contributi pubblici (quelli a livello comunale) verso una miriade di piccole manifestazioni che non si fila e non si filerebbe nessuno, tanto per dare il contentino a un po' tutte le associazioni (alcune veramente sconosciute) sedicenti culturali;(io invece sono della filosofia "pochi ma buoni")
4) Perché, pensando in prospettiva, se la fama del Rock Festival continuasse a consolidarsi, si potrebbe creare un indotto economico associato, con convenzioni con ristoranti, bed & breakfast, lidi balneari, futuri ostelli;
5) Perché preferisco che Giovinazzo sia la città del Rock Festival e non dell'inventiamoci-qualche-altra-sagra-anche-se-sono-prodotti-industriali- venduti-al-super-king-chi-se-ne-frega-basta-che-si-mangia;
6) Perché - sono gusti personali - preferisco Giovinazzo città del Rock e non del Reggae;
7) Perché le logiche politiche, che spargono veleno e creano divisione, dovrebbero rimanere fuori dalla musica che invece è aggregazione. La musica non deve avere colore politico: se in passato l'ho detto per criticare alcuni aspetti del Rock Festival, oggi lo dico per difenderlo.

















































